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Visualizzazione post con etichetta colori acrilici. Mostra tutti i post
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venerdì 22 novembre 2013

Alloro




E' ormai un mese che ho in serbo questo post.

Mi rincorre tutti i giorni, e ancora, alle 00:31 di questo ormai Venerdì 22 non è ancora presente in questo blog, chissà forse alle 01:00 sarà pronto.

Per questo biglietto di Laurea ho volato parecchio, l'idea è arrivata come un flash dopo aver sentito la discussione della Tesi, discussione tra l'altro memorabile della serie "Qui si fa l'Italia o si muore", una cosa del genere, solo che la Marti ha fatto proprio la Storia e non l'Italia!

Ispirandomi alla sua Tesi, e a quello che penso di aver capito possa aver significato per lei, l'ho lanciata sul tetto di una Giostra (si, di quelle coi cavalli), e gli ho fatto vedere quanta strada aveva già fatto, dov'era arrivata, lasciandole immaginare però quello che c'è all'orizzonte.




La Giostra è un elemento che mi ha sempre affascinato, le fotografo spesso in giro, soprattutto quelle belle, con quel tocco un po' retrò, mi danno un senso di infinito passaggio, infinito scorrere, ripetersi di eventi.





Il bello credo che sia stare sul cavallo, ammirarne le fattezze, immaginarsi in un posto diverso, ma in fondo passi sempre dallo stesso punto, ma la tua mente è già da un'altra parte; forse è un po' la metafora del cambiare prospettiva, ampliarla, pur rimanendo dove si è.



Poi dalla Giostra prima o poi si scende, ma la Marti l'ho messa sopra perché a forza di passare dai soliti posti, ha trovato il coraggio e la voglia di trovare posti nuovi e di mettersi alla prova, quindi, forse all'orizzonte ci sarà un'altra giostra, credo che si debba più volte risbattere l'anima contro qualcosa per visualizzare ancora di più l'insieme, se, ci si arriverà mai...
Intanto però questa Giostra l'ha superata.

mercoledì 20 novembre 2013

noi due andiamo matte per le castagne


"c'era una scarpa abbandonata a terra"



Accadde per caso che le nostre strade s'incrociarono una sera di Luglio.

Lei voleva ingaggiare mio babbo per illustrare il suo libro, mio babbo mi passò al volo il testimone.

Insieme stiamo lavorando a questo progetto, proprio oggi abbiamo avuto uno dei nostri incontri al vertice davanti ad un piatto di pasta e contorni di verdure.
Oggi ho anche scoperto che abbiamo una cosa in comune, siamo pazze per le castagne, mi sono dimenticata però di chiederle qual è il suo modo preferito di cucinarle.

Il fatto è che questa cosa del libro mi ha aperto gli occhi su un mondo che appena appena intravedevo scostando la tendina, un mondo in cui avevo una voglia matta di entrare e di conoscere, ma che non osavo per mancanza di autostima.
Possiedo un nuovo modo di sentire, in continua evoluzione e movimento.
Adesso riesco a chiudere gli occhi e volare lontano. A volte basta un imput.
A me è bastato.

Quindi,
Grazie :)




Cambiamo però argomento,
qui di seguito riporto nuovi biglietti natalizi, nuovi soggetti e nuove ambientazioni.



"Nessuno lo vide"





Spesso i bambini e adulti molto bambini addobbano gatti pelosi, purtroppo i gatti non amano questa procedura, si sentono ridicoli







 







 




 
 
 
 



gli elfi



Gli Elfi talvolta svolgono il lavoro duro di recapitare i regali a quei bambini che restano svegli la notte a fantasticare su ciò che scarteranno il giorno dopo... Babbo Natale si noterebbe...








"l'avevo detto...i gatti sono sempre molto scettici"






giovedì 7 novembre 2013

Il Primo Natale di d'Inventati&Recuperati


 
 
 
Malgrado i 22°C, a casa mia siamo gia’ entrati nell’atmosfera natalizia.

 
Ho pensato di realizzare dei bigliettini di dimensioni soprattutto ridotte, ma fatti a mano, utilizzando come sempre gli acquerelli, integrati con materiali di recupero, ma anche bottoni, intarsi di stoffa, metallo, nastri, spago, ciottoli di legno…etc…

Mi sono messa al lavoro per tempo (come i centri commerciali ;) ) quindi gia' da oggi posso pubblicare alcuni lavoretti finiti.
 
 

Creare biglietti d'auguri mi piace, avrei potuto creare dei ciondoli o palline di Natale, ma è il messaggio che porta con sé il biglietto che mi piace, come per dire: "Ti ho pensato", "Questa illustrazione mi ricorda te", "Ecco quello che voglio dirti".

Le immagini che ho ricreato fanno per lo più  parte dell’immaginario collettivo riferito al Natale, ma per rendere “l’opera” più personale, e conferirle un tocco caratteristico, ho cercato di armonizzare l’immagine al mio sentire il Natale, a come lo vedo io, quali sono le circostanze che preferisco, gli scorci del paesaggio addobbato che riescono  a meravigliarmi e a farmi entrare direttamente nei festeggiamenti.



ADDOBBARE  &  SCARTARE
 

 

LO SPUNTINO NOTTURNO DI BABBO NATALE CON I COOKIES   :P
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Oltre ai temi classici ho voluto osare un po' e proporre dei soggetti decisamente inusuali, perchè il Natale arriva anche per i pesciolini! Perché escluderli? Mica esistono solo in estate! ;)

 
 

 
 
 
All'interno dei loro acquari anche loro indossano il cappello rosso.
 
 
 
 
 
Alcuni biglietti sono più simili ad un accessorio di ornamento per l'albero, infatti sono dipinti su un supporto di legno, dei ciottoli...
 
 
 
 
UN CUORE ALLUNGATO E ROVINATO EFFETTO COUNTRY CON CAMPANELLINO E PASSAMANERIA IN UNCINETTO.


 
 
 

mercoledì 23 ottobre 2013

Pillole

 
 
 
 
 
 
 
Procedure.
 
 
 


E' sempre buona abitudine impostare il lavoro attaccando con scotch di carta il foglio da disegno ad un supporto resistente.
Lo scotch però va staccato riscaldandolo col phon altrimenti potrebbe strappare la carta.

domenica 15 settembre 2013

"Cos'hanno in comune un Tavolino e un Attaccapanni?"



In giardino c'era un vecchio tavolo di assi, avevamo deciso di sostituirlo con uno più grande, la mamma dice al babbo: "non lo buttiamo, potresti farci qualcosa, ci manca un attaccapanni..."

Le assi erano già dipinte, un grigio perla, con una striscia rossa in mezzo. Ogni tanto però il babbo ci metteva mano, un giorno ci dipinse una farfalla, una sera dei fiori di finocchio, realizzando giorno dopo giorno un tavolino sempre diverso, fino ad arrivare ad un risultato che lo compiaceva, in pieno stile liberty dai toni delicati.



Non restava che toglierlo dal giardino e appenderlo, e cercare dei bei "gancini" a cui appendere gli abiti; una volta trovati questi, il gioco era fatto.

 
 


martedì 3 settembre 2013

Rivestirsi...

Tutto nasce da una tovaglia dismessa.
C'è una tovaglia molto bella nei nostri cassetti di cucina che non ce la fa proprio più, col tempo si è sbiadita e il tessuto non è ancora così compatto; il babbo comincia a scorrazzare su internet cercando un modo per decorarla, e scopre che con i colori acrilici, mescolati ad un gel fissante, si può colorare sul cotone e il colore resiste al lavaggio.
L'unico inconveniente è che l'acrilico rimane un po' plastificato ed è necessario lavarlo più volte, ovviamente a freddo, prima di ottenere un risultato meno rigido.

La procedura è molto semplice: si mescola il fissante con il colore acrilico in una dose di 1:1 e si comincia a dipingere.
Una volta asciutto si ripassa uno strato di gel sia sopra il disegno, sia dietro, in modo da preservare più a lungo il colore in tutte le sue sfumature; dopodiché si lascia asciugare bene, i tempi non sono affatto lunghi.

L'unica difficoltà che riscontriamo è che il colore acrilico non si stende alla solita maniera dei colori da stoffa, meno corposi, ma risulta più duro e quindi è consigliabile lavorare su un disegno grande che non richieda troppi particolari in piccolo. Non è impossibile comunque, richiede solo un po' di attenzione in più.

Ma io non ho fatto certo una tovaglia! Quella la lascio al babbo, che ci ha pensato per primo, io ho realizzato delle magliette.
Approfittando dei saldi estivi ho acquistato due canottiere da intimissimi, scegliendo tra quelle in cotone e non in microfibra.
Una l'ho tenuta per me, e l'altra l'ho regalata ad una persona molto speciale e generosa :)

 

 
Questa col Girasole è la mia, in onore della mia passione per Giorgia,
l'ho creata in previsione di una serata di Pianobar estiva, e devo dire che è stata molto apprezzata.
 
 
 
 
Poi ho pensato ad una storia.
La maglietta che ho realizzato successivamente nasce da una storiellina molto semplice; volevo disegnare un altro fiore, ma con un approccio diverso, meno descrittivo o realistico, ma che richiamasse un po' la fiaba.
Allora per prima cosa scelgo il fiore: un bel tulipano dai toni gialli e arancio su sfondo nero, in modo da creare un bel contrasto di colore.
Mentre lo disegno mi chiedo: "E se volasse?"
 
 
 
Allora ho cominciato a pensare ad una specie di metamorfosi: il tulipano diventa un palloncino e comincia a volare, diventa qualcosa di più leggero, quasi a sorvolare le asprezze della vita sulla terra, i bruchi che ti masticano, i piedi che ti calpestano...
Quasi a cercare un pezzo mancante per raggiungere la serenità, il tulipano, solo perché riesce ad immaginarlo, e non per qualche strana magia o trucco, si stacca da terra.
Non c'è trucco e non c'è inganno: "Se lo puoi immaginare, lo puoi fare" :)
 
E allora: "Storia di un tulipano che credeva di essere un palloncino"
 
 
 
 
 
 

lunedì 29 luglio 2013

"ma che sorpresa una rosa" il giornale prima si legge poi si dipinge

Babbo Riccardo fa i suoi bozzetti sui fogli di giornale vecchio, fa così da sempre, spesso s'incanta davanti al giornale chiuso, lo gira e comincia a disegnarci con la penna blu e il pennarello nero.

Poi un giorno ha deciso di dipingerci perfino!
Così ha prodotto una bella serie di lunghissime pagine messe in verticale a tema floreale.

A casa al mare dovevamo cambiare un mobile per la cucina, quelli a mega sportelloni dove metti una miriade di provviste, pasta, fette biscottate, biscotti...
E allora IKEA sia!
Compriamo un mobile che ha le ante scure, con un vetro davanti, con giusto lo spazio per inserire delle foto, dei biglietti, dei disegni, come una cornice per quadri...

E dal giornale fiorito e dal mobile IKEA nasce:






Il pezzo di legno che vedete sopra il mobile nuovo, è quasi un cimelio, penso che ormai abbia circa 12 anni, l'ho fatto da bambina e porta con se' tutta la fantasia e la voglia di sperimentare, l'ispirazione, e i sogni, che un bambino può fare solo facendo una passeggiata in riva al mare, cercando i tesori che la distesa azzurra fa approdare sulla spiaggia;
I vetri delle bottiglie di birra levigati dal mare erano i nostri smeraldi, quelli trasparenti diventavano bianchi opachi ed erano i nostri cristalli, ma solo nell'acqua, perché solo lì tornavano ad essere trasparenti, una venatura di giallo in un sasso era oro, le piastrelle decorate, rovine di casette in fondo al mare, e le conchiglie, quelle che trovavamo intere ce le buttavano le sirene durante la notte :)



mercoledì 17 aprile 2013

TI PARLERO' D'AMOR







Come già scritto tempo fa quando mi presentavo per la prima volta su questo blog, ho una grande passione:

il canto.

Sai, una di quelle passioni viscerali che senza di essa vivresti molto peggio? Ecco.

Il 5 Aprile con i miei compagni di corso ed il mio insegnante ci siamo cimentati in un impresa più unica che rara per la nostra Associazione:  uno spettacolo in musica e poesia; temi, l’amore e la primavera.

d’Inventati &Recuperati si è occupato, insieme ad altre “menti artistiche” della scenografia: l’idea è stata quella di ricreare la stanza di un appartamento, dove una narratrice “improvvisata” racconta un suo discorso interiore sull’amore, attraverso composizioni originali e d’autore.

Dopo ogni poesia, una canzone, come accade nei musical, quando il tempo si ferma e invece di parlare si comunica attraverso la musica, quasi come se l’intensità delle note raddoppiasse l’effetto di quello che vogliamo dire, e aprisse agli occhi di chi ci sente e ci vede cantare il mondo dei nostri sentimenti.

Ma adesso, lascio la parola ad Alessandro Bozzi e di seguito pubblicherò alcune foto dei nostri lavori:


"Venerdì sera è stata per me un’altra bella conferma… non voglio essere pedante ne tanto meno scontato… dico la cosa così com’è… sono soddisfatto!
I miei allievi si sono cimentati in prove che avevo assegnato loro per un puro esercizio da svolgere durante le lezioni… si sono ritrovati a dover affrontare, con quell’esercizio, il palcoscenico. Ognuno ha affrontato la sua difficoltà accettando la sfida… ed il risultato mi ha commosso…
Rivedendo il video della serata mi sono goduto quello che durante lo spettacolo, stando dietro le quinte nel ruolo di “fonico” (t’immagini!!!), non avevo potuto vedere…
Mi sono emozionato vedendo Martina giocare con le parole… prendere sempre più campo durante lo spettacolo ma sempre con una compostezza degna di una Signora… un’Attrice insomma… ammirazione sconfinata!
Mi sono immerso nelle note dei miei allievi e mi sono immedesimato in loro…
Daria con il suo mal di gola e dover affrontare le vette del K2… e ricordarsi che ogni tanto si deve pur respirare… e sentire quel tempo maledetto che non vuole entrare… beh… risultato… FOLLE come la canzone!
Ho tremato insieme a Irene… nota per nota… nel suo aver “tenuto a bada” quel poderoso strumento che mamma natura le ha dato… capire che cantare meno è forse più difficile… dover per forza rilassare una tonalità assurda tutta puntellata da quelle maledette “I” per non rimanerne schiacciata… e nonostante tutto cavarsela alla grande…
Laura R. per la prima volta, credo, da sola sul palco senza il suo maestrino che come ombra la incoraggia… affrontare i mostri sacri… tenere duro… calmarsi e lasciarsi andare alla musica… è stato palese da un certo punto in poi… che farcela non fosse così impossibile… anche contare il tempo! ;-)
Piero… due prove e via… sul palco… chi lo avrebbe mai detto… e se i risultati devono essere questi… forse da qui in avanti è bene provarle sempre così poco le canzoni… per me… un fiore all’occhiello.
Giulia… il suo pezzo complesso… tutto grave e poi tutto acuto… senza respiro… davanti al microfono usato benissimo nelle dinamiche… e qui forse mi ripeto… ma se queste righe mai le leggerà un altro insegnante… dico tranquillamente… che se a volte si hanno delle incertezze sul proprio lavoro… auguro a tutti una allieva così… vi assicuro… passa tutto! ;-)
Vanina… e il delirio di un pezzo impossibile… lo stacco sulla mezza voce… la ricerca della tonalità giusta… forse a livello di esercizio la prova che più ha rappresentato quello che volevo raggiungere durante le lezioni… penso che lei per prima l’abbia capito!
Silvia e la sua vocalità profonda e impostata… appena all’inizio di un lavoro che spero renda (se più di così sarà possibile) la sua voce ancora più “blues”… e se l’inizio dice la verità…
Monica… una manciata di lezioni per capire che si può usare la voce in modo unico e particolare… e con assoluta facilità aver capito e beccato la strada giusta… pezzo lontanissimo dalle sue corde… eppure calzato a pennello!
Federico… la grande soddisfazione di vedere una canzone cantata con controllo… con attenzione… tenendo a bada la voglia di “strafare”… e dire che il pezzo si prestava alla grande… invece il pischello non c’è cascato… e non so se un po’ di merito ce l’ho… ma sentire Federico “togliere” è una piccola grande vittoria!
La piccola Andrea davanti a Matusalemme… una delle allieve più giovani con uno dei pezzi più datati… anche qui le note che irrompono su una melodia che non lascia scampo… che belli gli anni ’60! Averci fatto i conti ed ottenere questo risultato è stata un’ennesima conferma che qui c’è del talento…
Claudia e la prova su una tonalità tutta spinta su note gravi… un esercizio voluto… o meglio dovuto… per questa voce che può spaziare ma dovrà sempre fare i conti con una esuberanza che non sempre è facile se non possibile da gestire… il fatto di averci lavorato si sente… i frutti si iniziano a raccogliere!
La mia Lallonzola… e i suoi mille perché su quella che è forse la voce più complicata con cui mi sono sbattuto… averne avuta meno sarebbe stato in questo caso una fortuna… ma dopo tutti questi anni mi sento di dire d’aver creato un mostro… livello interpretativo altissimo… nota finale sospesa… e il solo averla pensata… o meglio intonata è come se mi avessero messo una medaglia sul petto!
La più piccola… Asia… e i suoi 13 anni… che dire… la sfortuna ha voluto che ci fosse di mezzo la tracheite… e quindi lo stupore è vedere che la grinta e la determinazione non hanno età… ma ancora più arrendevole è il fatto che la signorina, insieme alla sorella Andrea, danno lezioni di umiltà gratuite… se solo chi di dovere se ne accorgesse… e ancora più vero è che io non sono certo bravo ad insegnarle questo… mi limito a “respira… spingi… e apri”… ed in questo caso “fumenta!!!!!”  ;-)
Caterina… o meglio la mia CaNterina… tenere testa a questo fringuello non è poca cosa… ma stavolta sono stato stoico… la canzone e l’esercizio che per lei avevo pensato rappresenta un piccolo esempio di ciò che potrebbe interpretare oltre a quello che le sue scelte naturali la portano a fare… ma era anche un esempio di ciò che è molto lontano da quelle scelte… tenere a bada gli svirgoli… anche per dominare i tempi… confrontarsi e capire che se si palesa una incertezza non scalfisce il nostro essere bravi cantanti…  un bel lavoro… unico consiglio… ascoltare di più… (con questa affermazione mi son giocato le prossime lezioni!!!!)
Tatiana con questa canzone, non solo è riuscita a fare i conti con un modo di tenere la voce per lei non usuale, ma credo che abbia vinto la sfida perché ha ottenuto ciò che solitamente lei cerca nelle canzoni e in chi le interpreta… cioè emozionarsi ed emozionare… pieno centro… se può aver valore ho pianto come una vite tagliata!
Greta che sembra arrivare e quasi chiedere scusa… e imbastire una delle interpretazioni più suggestive… delicata e fiera… nei mille cambi… si lavorerà sulla convinzione… sembra quasi una berzelletta io che che affermo una cosa del genere!
Laura B. torna alle origini e si esibisce su note basse… ma che il lavoro di anni ci sia… si sente… qui si gioca con la tonalità… si capisce dove la voce può e deve arrivare… l’artista “originale” non esiste più… e allora…. ma VIENIIIIIIII!!!
Per quanto mi riguarda sono tornato ad interpretare sul palco un pezzo di una delle artiste che in vita mia ho amato di più… era dai tempi del mio mitico gruppetto funky che non ricantavo in pubblico un suo pezzo… l’unica differenza (unica… magari!!!) è che ha 20 anni mi ostinavo a voler tenere la sua tonalità… adesso che di anni ne ho il doppio, e sicuramente molto meno da voler e poter dimostrare, la tonalità l’ho abbassata di 2 toni… ehehehehehehehheheeheh… che Maestro del menga!
Un abbraccio collettivo
Un bene infinito
Ale"

qui il link al blog dell'Associazione: 
http://associazionemusicalejazzy.wordpress.com/