"Chi sei tu?"
"Brucaliffo?"
"Tu non sei il Brucaliffo io sono il Brucaliffo, la domanda è chi sei tu?"
"Alice..."
"Questo si vedrà..."
"Non capisco che vuol dire? Lo dovrei sapere chi sono!"
"Certo, dovresti, stupidina!"
....
"Questa non sono io!"
"Brucaliffo, sciogli il nostro dubbio! Questa, è lei, la vera Alice?"
"Quasi affatto"
Dopo molto cercare ho trovato il suo volto.
La mia Alice,
ve la presento
http://dinventatierecuperati.blogspot.it/2013/09/tortestorte-un-bnc-te.html
mercoledì 11 settembre 2013
mercoledì 4 settembre 2013
Letture Estive
Come ho potuto lasciarmi sfuggire questi due tesori fino ad adesso posso saperlo solo io.
Un giorno, lavorando con la Tati alle scenografie della Festa di Primavera dell'Associazione Musicale (qui il rimando alle scenografie e alla serata) comincio a parlare come un fiume in piena perché dentro avevo un macigno che non potevo più tenermi. Ovviamente questo macigno era amore, la paura di quell'amore.
Allora lei mi parlò di questo libro, che è una vera e propria educazione sentimentale, sorseggiando una tazza di te'.
Così quest'estate l'ho comprato, me n'ero quasi dimenticata, ma me lo sono trovato di fronte in libreria.
Semplicemente fantastico.
La storia di un sentimento eterno, che ha dovuto patire mille ripensamenti e mille cambiamenti.
Ma non parlo più altrimenti anticipo troppo!
"È incredibile come si possa essere tanto felici per così tanti anni, in mezzo a tante baruffe, a tante seccature, cazzo, senza sapere in realtà se è amore o se non lo è."
Per chi avesse peccato come me, buona lettura!
| "A mia madre, a mia nonna e alle altre straordinarie donne di questa storia" |
Avevo già letto alcuni libri della Allende, questo era rimasto nascosto in mezzo alla catasta di libri che tengo troppo disordinatamente nella libreria in attesa di essere letti.
Poi, prima di partire per le vacanze rispunta fuori; di fronte allo scaffale cercavo e rovistavo, fino a che lo trovo, tutto rotto, la rilegatura è andata a farsi benedire, ha bisogno di un bel giro di nastro adesivo, lo sfoglio un po', sento l'odore delle pagine vecchie e ingiallite, leggo l'irrisorio trafiletto di trama sul retro della copertina, e capisco che è il libro giusto per me in quel momento... non so perché, ma ho avuto ragione.
Bellissimo, accattivante fin dal primo rigo, sembra di essere lì, i personaggi emergono quasi dalla nuvola del ricordo, dalle nebbie di dolori e sacrifici patiti e affrontati. Anche le loro caratteristiche fisiche sono impalpabili, di colori tenui e sbiaditi, come spiriti.
I loro caratteri invece irrompono nella storia, e una delle più interessanti abilità della Allende secondo me è far vedere al lettore come le scelte dei personaggi, influenzate dal loro vissuto, dai loro errori, e proprio dalle loro caratteristiche più personali formino da se' il filo della storia, il destino, che attraversa ben tre generazioni, in una catena indistruttibile di cause ed effetti.
"Mia nonna aveva scritto per cinquant'anni sui quaderni in cui annotava la vita. Trafugati da qualche spirito complice, si sono miracolosamente salvati dal rogo infame, in cui sono perite tante altre carte della famiglia. Li ho qui, ai miei piedi, stretti da nastri colorati, separati per fatti e non per ordine cronologico, così come lei li ha lasciati prima di andarsene. Clara li ha scritti perché mi servissero ora per riscattare le cose del passato e sopravvivere al mio stesso terrore. Il primo è un quaderno di scuola di venti pagine, scritto con una delicata calligrafia infantile. Comincia così: "Barrabás arrivò in famiglia per via mare...".
| "Doveva insegnarle a pensare all'amore come a uno stato di grazia che non era un mezzo per nulla, bensì un origine e un fine in sé. " |
Un giorno, lavorando con la Tati alle scenografie della Festa di Primavera dell'Associazione Musicale (qui il rimando alle scenografie e alla serata) comincio a parlare come un fiume in piena perché dentro avevo un macigno che non potevo più tenermi. Ovviamente questo macigno era amore, la paura di quell'amore.
Allora lei mi parlò di questo libro, che è una vera e propria educazione sentimentale, sorseggiando una tazza di te'.
Così quest'estate l'ho comprato, me n'ero quasi dimenticata, ma me lo sono trovato di fronte in libreria.
Semplicemente fantastico.
La storia di un sentimento eterno, che ha dovuto patire mille ripensamenti e mille cambiamenti.
Ma non parlo più altrimenti anticipo troppo!
"È incredibile come si possa essere tanto felici per così tanti anni, in mezzo a tante baruffe, a tante seccature, cazzo, senza sapere in realtà se è amore o se non lo è."
Per chi avesse peccato come me, buona lettura!
martedì 3 settembre 2013
TorteStorte... "un BNC a te"!
Se oggi è il tuo compleanno non leggere questo post
Da qualche settimana sto lavorando ad un progetto ispirato ad "Alice nel Paese delle Meraviglie", ci vorrà un po' di tempo per vederlo qui sul blog, ma "ce sto a lavorà".
Ovviamente, una volta entrata nel vortice della Tana del Bianconiglio è difficile uscirvi, tanto che ho creato una serie di bozzetti di Torte Storte prendendo spunto dal famoso e allegorico Tavolo del Te' del Cappellaio Matto e della Lepre Marzolina.
Alice di Lewis Carroll ha ispirato moltissimi artisti fino a Tim Burton.
Uno dei contributi più particolari a parer mio lo troviamo in Su Blackwell, un'artista che lavora con la carta dei libri e crea scenari molto particolari e suggestivi, con un approccio romantico e malinconico che solo la carta di un libro vecchio secondo me può dare.
Adesso capite di che parlo?
I suoi lavori potete trovarli con questo link: http://www.sublackwell.co.uk/
Molto interessante è l'intervista riportata sotto la voce Profile.
In attesa di sviluppi dal Paese delle Meraviglie, un Buon Non Compleanno a tutti voi! (BNC)
E se oggi era il tuo compleanno e hai letto lo stesso questo post, fa lo stesso, l'Augurio vale per domani :)
Rivestirsi...
Tutto nasce da una tovaglia dismessa.
C'è una tovaglia molto bella nei nostri cassetti di cucina che non ce la fa proprio più, col tempo si è sbiadita e il tessuto non è ancora così compatto; il babbo comincia a scorrazzare su internet cercando un modo per decorarla, e scopre che con i colori acrilici, mescolati ad un gel fissante, si può colorare sul cotone e il colore resiste al lavaggio.
L'unico inconveniente è che l'acrilico rimane un po' plastificato ed è necessario lavarlo più volte, ovviamente a freddo, prima di ottenere un risultato meno rigido.
La procedura è molto semplice: si mescola il fissante con il colore acrilico in una dose di 1:1 e si comincia a dipingere.
Una volta asciutto si ripassa uno strato di gel sia sopra il disegno, sia dietro, in modo da preservare più a lungo il colore in tutte le sue sfumature; dopodiché si lascia asciugare bene, i tempi non sono affatto lunghi.
L'unica difficoltà che riscontriamo è che il colore acrilico non si stende alla solita maniera dei colori da stoffa, meno corposi, ma risulta più duro e quindi è consigliabile lavorare su un disegno grande che non richieda troppi particolari in piccolo. Non è impossibile comunque, richiede solo un po' di attenzione in più.
Ma io non ho fatto certo una tovaglia! Quella la lascio al babbo, che ci ha pensato per primo, io ho realizzato delle magliette.
Approfittando dei saldi estivi ho acquistato due canottiere da intimissimi, scegliendo tra quelle in cotone e non in microfibra.
Una l'ho tenuta per me, e l'altra l'ho regalata ad una persona molto speciale e generosa :)
C'è una tovaglia molto bella nei nostri cassetti di cucina che non ce la fa proprio più, col tempo si è sbiadita e il tessuto non è ancora così compatto; il babbo comincia a scorrazzare su internet cercando un modo per decorarla, e scopre che con i colori acrilici, mescolati ad un gel fissante, si può colorare sul cotone e il colore resiste al lavaggio.
L'unico inconveniente è che l'acrilico rimane un po' plastificato ed è necessario lavarlo più volte, ovviamente a freddo, prima di ottenere un risultato meno rigido.
La procedura è molto semplice: si mescola il fissante con il colore acrilico in una dose di 1:1 e si comincia a dipingere.
Una volta asciutto si ripassa uno strato di gel sia sopra il disegno, sia dietro, in modo da preservare più a lungo il colore in tutte le sue sfumature; dopodiché si lascia asciugare bene, i tempi non sono affatto lunghi.
L'unica difficoltà che riscontriamo è che il colore acrilico non si stende alla solita maniera dei colori da stoffa, meno corposi, ma risulta più duro e quindi è consigliabile lavorare su un disegno grande che non richieda troppi particolari in piccolo. Non è impossibile comunque, richiede solo un po' di attenzione in più.
Ma io non ho fatto certo una tovaglia! Quella la lascio al babbo, che ci ha pensato per primo, io ho realizzato delle magliette.
Approfittando dei saldi estivi ho acquistato due canottiere da intimissimi, scegliendo tra quelle in cotone e non in microfibra.
Una l'ho tenuta per me, e l'altra l'ho regalata ad una persona molto speciale e generosa :)
Questa col Girasole è la mia, in onore della mia passione per Giorgia,
l'ho creata in previsione di una serata di Pianobar estiva, e devo dire che è stata molto apprezzata.
Poi ho pensato ad una storia.
La maglietta che ho realizzato successivamente nasce da una storiellina molto semplice; volevo disegnare un altro fiore, ma con un approccio diverso, meno descrittivo o realistico, ma che richiamasse un po' la fiaba.
Allora per prima cosa scelgo il fiore: un bel tulipano dai toni gialli e arancio su sfondo nero, in modo da creare un bel contrasto di colore.
Mentre lo disegno mi chiedo: "E se volasse?"
Allora ho cominciato a pensare ad una specie di metamorfosi: il tulipano diventa un palloncino e comincia a volare, diventa qualcosa di più leggero, quasi a sorvolare le asprezze della vita sulla terra, i bruchi che ti masticano, i piedi che ti calpestano...
Quasi a cercare un pezzo mancante per raggiungere la serenità, il tulipano, solo perché riesce ad immaginarlo, e non per qualche strana magia o trucco, si stacca da terra.
Non c'è trucco e non c'è inganno: "Se lo puoi immaginare, lo puoi fare" :)
E allora: "Storia di un tulipano che credeva di essere un palloncino"
martedì 13 agosto 2013
"La Crostata che cadde dal rovo"
Sul finire dell' Estate arriva un momento in cui comincio a desiderare l'arrivo dell'Autunno, vuoi per tutto il caldo sofferto, vuoi per la voglia di riassaporare quei prodotti tipici della stagione dalle foglie gialle; inoltre ho preso l'influenza...più chiaro di così ;)
Così mi pervade la smania irrefrenabile di fare un dolce da forno e comincio a sognare crumble di mele, pere cotte col cioccolato, marron glacé...
Allora il 4 Agosto alle 18.00, non curanti del caldo soffocante e del mio principio d'influenza, siamo andati a cercare le more con Matteo
Presi in giro da tutti , poiché pensavano saremmo tornati a mani vuote, rientriamo dalla nostra escursione col sapore della vittoria in bocca e la lingua leggermente violacea.
D'accordo, non erano tantissime, ma almeno una tazza l'abbiamo riempita.
Dopo il piacere di questa esperienza di raccolta, che mi ricordava tanto quando ero piccola, mi ha affascinato l'idea di preparare una torta a seconda del materiale che in quel momento avevamo a disposizione, senza andare a comprare niente, a partire dalla quantità delle uova, che sono quelle del giorno, fatte dalle galline vere! Quindi i tempi di preparazione sono stati scanditi dal "lavoro" svolto nel pollaio.
Così mi sono lanciata nella realizzazione di una crostata di more e crema;
la sera stessa ho impastato la FROLLA:
ho scelto la Frolla Bretone per 2 principali motivi, è adattissima per le crostate ed in più grazie alla presenza del sale e di un pizzico di lievito negli ingredienti, mantiene un sapore leggermente salato e pizzichino.
FROLLA BRETONE:
Esistono moltissime varianti, anche con l'utilizzo del tuorlo sodo, ma la ritengo molto più adatta ad un biscotto piuttosto che ad una crostata, dato che risulterebbe fin troppo friabile e scioglievole.
Per impastare, una volta pesati tutti gli ingredienti, disporre la farina e il lievito miscelati insieme a fontana larga, all'interno mettere lo zucchero, la scorza di limone e il burro a pezzetti.
Intridire il burro con lo zucchero, una volta formata una pomata omogenea, inserire i tuorli uno alla volta. A questo punto inserire la farina prendendola gradatamente dai bordi della fontana.
Questa frolla ha una percentuale molto elevata di burro e uova rispetto al peso della farina, infatti per risultati ottimali è sempre buona cosa metterla a riposare in frigorifero avvolta e appiattita in un pacchettino rettangolare di carta forno.
L'indomani ho preparato lo stampo per la cottura della base:
ho ritagliato su carta forno la base dello stampo, e una striscia per il bordo, ho foderato lo stampo e vi ho adagiato la frolla ben fredda, leggermente spianata e ho compattato con le mani fino a creare un bordo del giusto spessore, dopodiché ho bucherellato con i rebbi della forchetta.
Poi vi ho steso sopra un foglio di pellicola abbastanza lungo e vi ho versato del riso fino ai bordi della crostata, l'ho chiuso a pacchettino, e riposto il tutto in frigorifero per almeno due ore. Questo servirà a non far perdere la forma in cottura.
Passate due ore siamo pronti per infornare in forno preriscaldato a 180° ventilato: sollevare il sacchettino di riso, porre a contatto con la frolla della carta forno e riappoggiarvi il sacchettino compattando bene.
Ultimata la cottura in bianco, far raffreddare molto bene.
ACCORGIMENTO:
a parte, sciogliere del cioccolato bianco e spennellarlo sulla frolla fredda, svolgerà un'azione isolante contro la crema fresca. Un'alternativa più professionale è il MYCRYO, un ricavato dal burro di cacao, insapore e inodore.
MORE CARAMELLATE:
ho messo una parte delle more in padella con 4 cucchiai d'acqua e tre di zucchero e le ho fatte sobbollire fino a che non hanno espulso un succo violaceo e dolce, lasciare stemperare e versare sulla torta.
Mettere in frigo.
CREMA PASTICCERA CON POCHE UOVA:
avendo a disposizione poche uova ho deciso di fare la crema casalinga della mia mamma, è una crema semplice e veloce, non troppo raffinata perché non ci sono amidi come la farina di riso o la maizena, ma è una crema valida e corposa:
- 3 tuorli
- 3 cucchiai di zucchero
- 3 bicchieri di latte
- 2 cucchiai e mezzo di farina setacciata
- scorza di limone
Poi la stendo in un vassoio per farla raffreddare bene ed uniformemente.
Una volta che la crema sarà ben fredda, la dispongo con l'aiuto della sacca da pasticcere, o di una spatola sulla base della crostata, e decoro con more fresche e pinoli tostati con dello zucchero e tritati grossolanamente.
E adesso a riposare in frigorifero.
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